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Stagione 2007/2008
Stagione 2006/2007

 Ipse dixit

"...Perché il calcio, come la letteratura,
se ben praticato, è forza di popolo.
I dittatori passano. Passeranno sempre.
Ma un gol di Garrincha è un momento
eterno. Non lo dimentica nessuno..."

Edilberto Coutinho

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Carta dei Diritti PDF Stampa E-mail

LE FINALITA' DELLA SOCIETA'

 

Il Settore Giovanile e Scolastico della F.I.G.C. ha diffuso nel primo comunicato della stagione quanto riportato nella Carta dei Diritti dei ragazzi allo Sport (Ginevra 1992 Commissione Tempo Libero ONU), la quale sancisce che ad ogni ragazzo debba essere garantito:

 

 

  • IL DIRITTO DI DIVERTIRSI E GIOCARE
  • IL DIRITTO DI FARE SPORT
  • IL DIRITTO DI BENEFICIARE DI UN AMBIENTE SANO
  • IL DIRITTO DI ESSERE CIRCONDATO E ALLENATO DA PERSONE COMPETENTI
  • IL DIRITTO DI SEGUIRE ALLENAMENTI ADEGUATI AI SUOI RITMI
  • IL DIRITTO DI MISURARSI CON GIOVANI CHE ABBIANO LE SUE STESSE POSSIBILITÀ DI SUCCESSO
  • IL DIRITTO DI PARTECIPARE A COMPETIZIONI ADEGUATE ALLA SUA ETA'
  • IL DIRITTO DI PRATICARE SPORT IN ASSOLUTA SICUREZZA
  • IL DIRITTO DI AVERE I GIUSTI TEMPI DI RIPOSO
  • IL DIRITTO DI NON ESSERE UN CAMPIONE

 

 

Anche l'UEFA, riunitasi in più occasioni con le 51 federazioni calcistiche associate, nel trattare argomentazioni che riguardano il calcio giovanile e di base in particolare, sottolinea i concetti espressi nella carta dei diritti, e per darne più significato li evidenzia in un decalogo che riteniamo utile proporre:

 

  • IL CALCIO E' UN GIOCO PER TUTTI
  • IL CALCIO DEVE POTER ESSERE PRATICATO DOVUNQU
  • IL CALCIO E' CREATIVITA'
  • IL CALCIO E' DINAMICITA'
  • IL CALCIO E' ONESTA'
  • IL CALCIO E' SEMPLICITA'
  • IL CALCIO DEVE ESSERE SVOLTO IN CONDIZIONI SICURE
  • IL CALCIO DEVE ESSERE PROPOSTO CON ATTIVITA' VARIABILI
  • IL CALCIO E' AMICIZIA
  • IL CALCIO E' UN GIOCO MERAVIGLIOSO
  • IL CALCIO E'UN GIUOCO POPOLARE E NASCE DALLA STRADA

 

Senza dubbio si condivide appieno quanto espresso nel comunicato.
Abbiamo sempre creduto fermamente nelle finalità  educative dello sport , che non deve essere visto solo come un momento di semplice attività  fisica, ma come un'importante occasione di crescita per il ragazzo.

Tutti sanno, infatti, che per giocare bene a calcio non basta saper calciare nel modo corretto un pallone, ma bisogna che le qualità  tecniche e fisiche siano accompagnate da caratteristiche caratteriali e comportamentali che valorizzino la voglia di confrontarsi e misurarsi con l'avversario , cercando di dare sempre il meglio di se stessi, ma accettando anche le inevitabili sconfitte.
Si impara così a reagire alle avversità  in maniera controllata e costruttiva (senza farsi espellere per falli da reazione o proteste!) e ad impegnarsi al massimo non solo per il proprio bene, ma per il bene della squadra e dei compagni .

Che al calcio sia associato un valore educativo molto alto è testimoniato anche da Lelio Marchi, Coordinatore del Centro Studi Scuole Calcio Parma A.C., che parla della Scuola Calcio in questi termini:

I - Aspetto sociale


La scuola calcio si pone come finalità  quella di cercare di inserirsi tra le componenti sociali che danno luogo allo sviluppo della personalità  del bambino (insieme alla famiglia, alla scuola, alle amicizie, alla Chiesa, ecc.). Senza fare della retorica, una volta che siamo riusciti a dimenticarci del calcio miliardario, quotidianamente propinato, e siamo riusciti a riscoprire questo "gioco" come divertimento, possiamo realmente riappropriarci dei valori altamente socializzanti e formativi che questo sport propone. Lo spirito di gruppo, il rispetto delle regole, il senso del confronto, le accettazioni delle sconfitte, il rispetto del materiale assegnato, il momento socializzante all'interno dello spogliatoio, la gioia della vittoria di gruppo ne sono alcuni momenti significativi.

II - Aspetto motorio


In un passato non troppo lontano, le abilità  motorie (correre, rotolarsi, saltare, arrampicarsi, nuotare, calciare il pallone, ecc.) venivano svolte all'aperto nei campi, nei fiumi, sulle spiagge, nelle strade ecc. dagli stessi ragazzi individualmente, i quali, quando entravano a far parte delle società  sportive erano già  in possesso di quei prerequisiti motori di base per affrontare il mondo dello sport. Oggi la vita è vissuta in maniera più sedentaria e in spazi chiusi (con mamma TV, papà  computer e sorella playstation che imperano) e il ragazzo ha pochissime occasioni per praticare un'attività  nei prati a contatto con la natura. A questo scopo la scuola calcio intende ricreare attraverso giochi finalizzati le condizioni per sviluppare un'attività  fisica adeguata tale da consentire al ragazzo, prima di entrare nel mondo del calcio competitivo, di essere in possesso di quelle abilità  motorie e delle capacità  coordinative basilari che in questa fascia di età  può sviluppare maggiormente.


III - Aspetto psicologico

Il terzo obiettivo principale che ci siamo proposti è quello della ricerca dello sviluppo dell'autosufficienza e dell'intelligenza del ragazzo. Una delle maggiori difficoltà  che gli istruttori incontrano nella scuola calcio è rappresentata dalla iperprotettività  familiare a cui il ragazzo è abituato. La vita è vissuta tramite i familiari: il cervello lavora poco. Compito principale dell'istruttore educatore è proprio quello di cercare di rendere autosufficiente il ragazzo abituandolo a gestirsi da solo (vestirsi, farsi la doccia ecc. ma anche prendersi certe responsabilità ). Ritengo questo fatto di fondamentale importanza per lo sviluppo della sua intelligenza e personalità  e sicuramente stimolante e ben accettato dal ragazzo stesso.

E quindi ai giovani calciatori un invito a:

Rispettare i propri compagni e gli avversari .
Rispettare le decisioni arbitrali.
Essere leali comunque vada la gara, lottando per e mai contro .
Rispettare la propria salute.
Ascoltare e seguire i consigli del proprio allenatore .
Portare sempre a termine i propri impegni scolastici.
Confrontarsi con i propri genitori ed i propri allenatori sulle esigenze e i bisogni personali e sulle attività  svolte .
Continuare a divertirsi come quando si gioca sotto casa, al parco, sulla spiaggia.

Il calcio fa bene anche ai genitori, se lo vivono nella maniera giusta. Ai genitori un invito a:

Considerare il proprio figlio come una persona da educare e non un campione da allenare .
Anteporre sempre il benessere fisico e psicologico del giovane al proprio desiderio di vederlo vincere .
Avere fiducia negli educatori sportivi, lavorando in sinergia con loro.
Essere un tifoso rispettoso incoraggiando in modo leale non solo la propria squadra ma anche quella avversaria.

 

 
 

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